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L’osteria dei passi perduti

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Descrizione

Angelo Floramo, L’osteria dei passi perduti

Quattordici storie piene di umanità e solitudini, che si portano addosso l’odore della cucina, la meraviglia e lo stupore dell’incontro. Paesaggi, sapori, abbuffate, lacrime, sghignazzi e baci: qui tutto si mescola in un abbraccio che racchiude schegge di Friuli, Slovenia, Istria, Carinzia e Veneto. Si mangia e si beve smodatamente perché smodata e pazza è sempre la vita.

Floramo accompagna il lettore dentro un nomadismo matto, autoironico, riflessivo che unisce memorie e geografie. La viandanza come unico modo di approcciarsi alla vita e al prossimo che si incontra lungo la strada. L’osteria come metafora della sosta, dell’incrocio con briganti, lingue e fantasmi dentro le locande di questo nord est intriso di zuppa e vino.

Seconda edizione, aggiornata e ampliata con un nuovo lungo racconto inedito dal titolo “La zuppa di Fatma”. 4a ristampa.

Un’osteria! L’insegna di legno, per quanto traballante sotto le dita della bora maligna, mi annuncia sbatacchiando trionfalmente sul vecchio muro di pietra che mi trovo davanti a una gostilna: Ostrouška Pelicon. Come a dire a casa. Salvo, tra gente amica. Perché è da sempre mio fratello chi trova conforto nel riflesso del vino, appresso a un focolare, in una notte d’inverno inclemente e crudele come questa. Una volta aperta la porta di legno il tepore è l’alito caldo che mi accoglie, abbracciandomi senza nemmeno chiedermi chi sono, da dove vengo e quale divinità maligna mi abbia sbattuto nei paraggi. Angelo Floramo

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