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Chiedere a un editore cosa pubblica è come chiedere a uno scrittore cosa scrive. La domanda genera una conversazione tipo questa: “Di cosa parla il tuo racconto? “Di me”. “E di cosa volevi che parlasse?” “Di te”.
Immaginate cosa risponderebbe oggi Marcel Proust se gli chiedessero che genere di opera sia la Recherche. Potrebbe mai sostenere che la suddetta appartiene al genere capolavoro? E cosa risponderebbe Omero, esausto dopo il tour di conferenze stampa, al lettore fanatico che gli chiedesse se ha composto l’Odissea solo per cavalcare l’onda del successo dell’Iliade? Il paradosso. Quello che a volte si crea quando una persona interroga un editore su quello che pubblica. Alcuni editori pubblicano in base al fatto che li paghi, ad esempio. Altri lo fanno perché amano l’esoterismo e quindi pubblicano solo quello. O perché glielo hanno consigliato gli Astri o le Muse. (Questo è tutto quello che noi NON facciamo, ad esempio)

Ci sono molti modi per rispondere alla domanda: cosa pubblichi? LiberAria Editrice pubblica libri che desidera leggere. Si tratta di storie, d’una qualsiasi forma narrativa, che hanno uno sguardo che comprende il mondo. Comprendere nel senso letterale di capacità di capire. Come sosteneva Gustave Flaubert “Scrivere è un modo di vivere”. Noi alziamo la posta e lavoriamo perché anche leggere diventi un modo di vivere.

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